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Pallacanestro Portogruaro Vs Azzano Basket

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2o arbitro: Balducci Giuseppe di Valvasone (PN)

Nonostante infortuni e squalifiche Porto batte Azzano Decimo 78 a 63

Nonostante infortuni e squalifiche Porto batte Azzano Decimo 78 a 63

AUTORE: Redazione PlayBasket

Porto più forte della sorte. Senza Ostan e Faorlin infortunati e Senza Moro squalificato, dopo 5’ si scaviglia Capitan Baruzzo. Eppure…

Ma facciamo un passo indietro. Gli azzanesi calano in Veneto per la prima di ritorno con una classifica superiore di 4 punti e con il vantaggio psicologico della gara vinta all’andata. O meglio. Il vantaggio di quella gara regalata agli uomini di coach De Stefano da un Portogruaro già allora superiore sul piano tecnico e tattico, ma ancora acerbo, incapace di gestire gli ultimi minuti di gara con mentalità vincente.

E arriviamo al presente. Azzano è reduce dalla bella vittoria sull’Humus Sacile e dal positivo inserimento dell’ala forte De Santi. E Portogruaro? Proprio da queste colonne 7 giorni fa avevamo chiesto ai granata, sconfitti in casa da Aviano, di stringere i ranghi difensivi. Ebbene, la risposta è arrivata forte e chiara.
Questo gruppo è giovane, ambizioso, ricco di talenti. Lo dimostra l’impatto odierno, molto equilibrato all’inizio, con sugli scudi uno straordinario protagonista, Nicolò Baruzzo. Il play portogruarese, vero e proprio allenatore in campo, gestisce i suoi con ritmo e sagacia, smazzando assist, dirigendo la difesa, segnando a ripetizione, almeno fino a quando la malasorte, al 5’ minuto, si accanisce proprio contro di lui e lo fa inciampare nel più banale dei modi. Distorsione. Gara finita. E qui si apre un nuovo capitolo di quest’avvincente saga. Della serie: MENO MALE CHE PAOLO C’È.

Paolo Fantuz è colui che si prende il fardello della regia sulle spalle e comincia a sopperire da par suo alle varie assenze. La difesa esibita dai padroni di casa è attenta, anche se Tesolin e Turchet, in casa BCC, sembrano decisi a reagire. È a questo punto che Chiesurin gioca per la prima volta la “carta-Gajotto”, la guardia indigena che alla fine si rivelerà decisiva e in un periodo di forma strepitosa. Lo coadiuva bene in attacco e in difesa Alessandro Paludetto, mentre i punti di Marcon (alla fine saranno 19) trascinano Porto a chiudere in vantaggio, 19-15, il primo quarto.
Il secondo si apre all’insegna di due golden boys davvero indemoniati, Navarra e Gajotto, che Fantuz muove con sapienza sul parquet. Ma non era “corta” la panchina dei padroni di casa?
Gli ospiti, trainati da Zucchetto e da De Santi, non demordono, scavalcano gli avversari, sembrano dominare. E qui Chiesurin e Tison tirano fuori dal cilindro l’ennesima sorpresa. Un baby-play, Giovanni Brusco, aggressivo, preciso, svelto. Un altro prodotto del vivaio che sta crescendo in modo esponenziale. Ma, attenzione, perché i micidiali missili terra aria di De Santi (17) e Zucchetto (13) riportano in modo brutale Azzano in testa, chiudendo in vantaggio con la bomba dell’ex Treviso a fil di sirena sul 34 a 38.
I veneti, dopo l’intervallo lungo, per nulla intimoriti, sfoggiano un Cais devastante. E, quando Vittorio esce, sotto i riflettori va di nuovo il Grande Paolino. E, quando i friulani stanno per prendere il sopravvento con l’ottimo Alberto Giro, emerge un pazzesco Davide Gajotto che segna il canestro del sorpasso (48 a 46), fissando poi – con l’aiuto del rientrante Navarra – il punteggio sul 53 a 51 alla fine della terza frazione di gioco.
Con queste premesse, il finale si preannuncia drammatico, quando Marcon scuote gli spalti di via Lovisa con una serie di tiri e di rimbalzi strappa-applausi. Brusco, Gajotto e Navarra, tutti in campo senza paura, rispondono all’appello del loro tecnico con grande veemenza, distruggendo uno per uno i baluardi pordenonesi. Fino a quando il cecchino De Santi esce per raggiunto limite di falli. È la svolta che Chiesu aspettava. Gajotto, ancora lui, porta i granata a +10 al 6’.
E poi arriva lo showtime di Alex Mulato e Matteo Bolcato. La gente applaude, finalmente felice di aver visto una squadra coriacea in difesa e fantasiosa in attacco. La sconfitta dell’andata è vendicata. La classifica si accorcia. I 15 punti di divario conclusivo – 78 a 63 – puniscono forse in modo eccessivo i combattivi ragazzi di Raoul De Stefano, ma rappresentano al tempo stesso il miglior viatico per affrontare con grinta un’altra gara complicata. In riva al Lemene tra 7 giorni arriva Tarcento.

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