Così non si fa… la vendetta!

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È passato circa una anno da quando, in un articolo, suggerimmo al Comitato Regionale FIP alcune proposte per migliorare la formula dei playoff nei campionati giovanili.
Il tutto partì dall’esito di una gara vinta ai supplementari contro la Salus Bologna nel campionato Under 18, dopo la quale i bolognesi, a nostro parere, avrebbero meritato di essere ripescati, continuando quindi il loro percorso nel campionato.

Stasera la Salus ha avuto la sua vendetta, dopo la partita d’andata vinta 73-71, battendo i nostri Under 18 per 58-65 dopo un tempo supplementare, MA… soprattutto riuscendo a superare una normativa ingiusta che avrebbe potuto escluderla e che avevamo già elencato nei nostri suggerimenti.

Nelle coppe europee gestite dalla FIBA, sono più di cinquant’anni che esiste la formula di playoff andata e ritorno a punteggio aggregato, con la possibilità di pareggiare uno dei due incontri. La formula è citata anche nell’articolo 20 e nell’appendice D del Regolamento Tecnico FIP, ed anche se l’articolo 59 del Regolamento Esecutivo non permette la parità, lo stesso articolo la ammette nel caso di formule particolari.
La stessa Virtus Bologna, nella vittoriosa Champions League di quest’anno, ha pareggiato una partita (credo in Francia).

Il povero Aldo Giordani, fondatore della rivista Superbasket e principale fautore televisivo del boom del basket negli anni ’70, odiava il pareggio, perché per lo spettacolo una partita non doveva finire col pareggio.

Il pareggio però ha un suo motivo di esistere, perché i supplementari vanno giocati solo in caso di parità complessiva negli 80 minuti delle due partite, ed impedendo il pareggio, potrebbe succedere che una squadra difenda la parità dei 40 minuti per provare poi a vincere la disputa all’overtime.

Ho detto “potrebbe succedere”… no, è successo, succede e succederà! E vedere un nostro ragazzo, come è accaduto stasera sul 52-52 a tempo scaduto, sbagliare deliberatamente ed in malo modo due tiri liberi per non rischiare d’infilarne solo uno e vedere la propria squadra eliminata, È UNA COSA CHE FA MALE SPORTIVAMENTE, FA MALE AL CUORE ED È ASSOLUTAMENTE DISEDUCATIVA!

Il ragazzo, il coach e l’intera squadra sono del tutto giustificabili: in fondo hanno solo cercato di superare gli avversari sfruttando una stupidata regolamentare… rimane però una grande amarezza: le stupidate andrebbero prevenute!

Fabrizio Fellini – Cesena Basket 2005

2 giugno [22:20]
di Redazione PlayBasket